Sintomi dipendenza affettiva: quando il tuo vero partner è il tuo modo di amare

Cosa sono i sintomi dipendenza affettiva? Il Dr. Edison Palomino spiega perché il vero partner con cui sei in relazione è la tua modalità di affezionarti.

Sintomi dipendenza affettiva: quando il tuo vero partner è il tuo modo di amare

Molti pensano che l’amore sia l’incontro tra due persone. In realtà, la psicoanalisi ci insegna che quando iniziamo una relazione, portiamo con noi un terzo incomodo: il nostro modo di voler bene. Spesso, quelli che chiamiamo sintomi dipendenza affettiva non riguardano affatto il comportamento dell’altro, ma rivelano come siamo fatti noi “dentro”. Il nostro vero partner non è la persona che abbiamo accanto, ma la nostra modalità di affezionarci. È in questa dimensione che si nasconde il nucleo del nostro sintomo.

Sintomi dipendenza affettiva e l’incontro con il proprio modo di amare

Per spiegare sintomi dipendenza affettiva con semplicità, dobbiamo immaginare che ognuno di noi abbia un paio di occhiali colorati. Se i tuoi occhiali sono fatti di “colla”, vedrai l’altro come qualcuno da non lasciare mai andare. In questo caso, il problema non è l’altra persona, ma la tua modalità di attaccamento che porta al soffocamento. La dipendenza, quindi, non è un legame con un estraneo, ma il rapporto che abbiamo con il nostro modo di stare con l’Altro.

L’altro come “specchio” del sintomo

Quando avvertiamo i sintomi dipendenza affettiva, tendiamo a dare la colpa al partner: “Lui non mi ascolta”, “Lei vuole i suoi spazi”. Ma se guardiamo meglio, scopriamo che il partner è solo colui che “tocca” la nostra modalità di amare. Se la mia modalità è quella di voler occupare ogni centimetro della vita dell’altro, allora ogni suo gesto di libertà diventerà per me un dolore. Il vero “partner” con cui sto lottando è la mia pretesa di eliminare l’alterità, cioè lo spazio vitale che rende l’altro diverso da me.

Sintomi dipendenza affettiva: quando il desiderio muore per troppo “pieno”

Perché il desiderio rimanga vivo, ci deve essere un buco, uno spazio vuoto. Se io e il mio partner vogliamo stare insieme anche quando andiamo in bagno, e la cosa è reciproca, non c’è un problema. Il guaio sorge quando i sintomi dipendenza affettiva ci spingono a non rispettare lo spazio dell’altro al di fuori della relazione. Se io non accetto che tu abbia un’attività, un hobby o un pensiero tutto tuo, sto trasformando l’amore in un soffocamento. Non sto amando te, sto amando la mia modalità di controllarti.

Curare i sintomi dipendenza affettiva cambiando la modalità di affezionarsi

La clinica psicoanalitica ci insegna che per stare bene non dobbiamo cambiare partner, ma dobbiamo cambiare il nostro modo di affezionarci. Come indicato nelle riflessioni sulla natura dei legami dell’Enciclopedia Treccani, l’equilibrio di una coppia dipende dalla capacità di abitare la propria mancanza. Guarire dai sintomi dipendenza affettiva significa capire che l’altro ha il diritto di avere una vita che non ci appartiene. È proprio questo spazio di “segreto” e di libertà che permette alla relazione di non contaminarsi e al desiderio di continuare a respirare.

Fare l’esperienza dell’alterità per liberarsi dai sintomi dipendenza affettiva

Amare davvero significa fare l’esperienza dell’alterità: accettare che l’altro è un altro mondo. Se i miei sintomi dipendenza affettiva mi portano a voler cancellare questa differenza, finirò per distruggere ciò che amo. Il benessere possibile nasce quando introduciamo nella nostra vita relazionale l’idea che l’altro non è un oggetto di nostra proprietà. Il partner è libero, e proprio in questa libertà risiede la bellezza dell’incontro. Se imparo a rispettare i tuoi spazi, sto finalmente imparando a rispettare me stesso.

Conclusione

In conclusione, abbiamo visto che i sintomi dipendenza affettiva sono il segnale di un rapporto complicato con la nostra modalità di amare. La psicoanalisi serve a sciogliere questo incollamento, permettendoci di vedere l’altro non come una stampella, ma come una persona indipendente. Quando smettiamo di soffocare il legame, il desiderio torna a circolare. Solo accettando che l’altro può esistere anche senza di noi, possiamo finalmente godere della gioia di averlo accanto.

Se senti che il tuo modo di amare è diventato una prigione per te o per chi ti sta vicino, ricorda che il problema non è l’altro, ma il modo in cui hai imparato ad affezionarti. È possibile costruire una nuova modalità di legame, più libera e vibrante.

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Dr. Edison Palomino

Psicologo – Psicoterapeuta – Psicoanalista
Più di dieci anni di esperienza clinica • Milano & Online
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