In questo mio articolo esploro il sesso occasionale attraverso la psicoanalisi: perché per alcune persone aggiunge mancanza invece di toglierla, e cosa dice di loro.

Indice
- Il sesso occasionale e il tentativo di colmare la mancanza
- Sesso occasionale e modalità di godimento: cosa dice Lacan
- Sesso occasionale: l’insoddisfazione istérica che emerge dopo
- Sesso occasionale: non è una questione di genere
- Sesso occasionale: cosa dice di chi lo cerca in certi momenti
- Cosa fare con questa consapevolezza
- Domande frequenti
Uno studio dell’università australiana James Cook ha chiesto a 701 persone, uomini e donne tra i 18 e gli 82 anni, come si erano sentiti dopo l’ultimo rapporto sessuale occasionale. Il risultato ha fatto discutere: le donne riportavano più rimpianto, più solitudine, più infelicità. Gli uomini, in media, stavano meglio. Il sesso occasionale sembrava funzionare meglio per loro.
La domanda che lo studio non fa è quella che interessa di più, ovvero perché? Non in termini biologici o evolutivi, ma in termini di ciò che riguarda la struttura soggettiva.
Il sesso occasionale e il tentativo di colmare la mancanza
Quando qualcuno cerca sesso occasionale per contrastare emozioni negative, sta usando un atto per fare qualcosa di preciso: tappare un vuoto, sentirsi meno solo, meno triste, meno inadeguato, almeno per un po’.
Il problema non è l’intenzione, ma il fatto che quel meccanismo funziona solo per alcune persone, e non funziona per altre. E la differenza non sta nel sesso biologico, come sembra suggerire lo studio, ma nella modalità di godimento di quel soggetto specifico.
Sesso occasionale e modalità di godimento: cosa dice Lacan
Per Lacan, il godimento non è uguale per tutti. Non è una questione di preferenze o di educazione ricevuta, ma di una modalità unica soggettiva, ovvero il modo in cui un soggetto si rapporta al proprio corpo, al desiderio, all’atto stesso.
In una certa modalità di godimento, l’atto sessuale si esaurisce in sé. C’è eccitazione, climax, soddisfazione, il ciclo si chiude. Il sesso occasionale, in questo caso, fa quello che promette ossia alleggerisce la tensione, migliora l’umore, lascia una sensazione positiva.
In un’altra modalità, l’atto non si chiude nello stesso modo. C’è qualcosa che rimane aperto, sospeso, che l’atto da solo non riesce a toccare. E lì il sesso occasionale non riempie il vuoto ma lo rende più visibile.
Sesso occasionale: l’insoddisfazione istérica che emerge dopo
Freud descrive nell’isteria una insoddisfazione che non emerge durante l’atto sessuale, ma dopo. Nel mentre c’è soddisfazione, è solo dopo che qualcosa rimane, tipo una lamentela, un senso che qualcosa non ha funzionato, che mancava qualcosa di essenziale.
Quella lamentela è un tratto isterico che ha bisogno di un desiderio che resti insoddisfatto. Il godimento completo, quello che non lascia residui, è insostenibile. Così il soggetto isterico gode, ma poi trova immancabilmente qualcosa che non andava, qualcosa che mancava, qualcosa di irrisolto.
Il sesso occasionale è il contesto ideale in cui questo meccanismo si attiva. Nessuna storia, niente soggetto conosciuto; non c’è possibilità che l’atto si radichi in qualcosa di più ampio, resta solo l’atto. E se la modalità di godimento di quella persona richiede qualcosa di più dell’atto per chiudersi, quello che rimane è esattamente quello che lo studio australiano ha misurato: rimpianto, solitudine, infelicità.
Come documenta Focus.it nell’articolo dedicato allo studio australiano, le donne riportano in misura maggiore di essersi lasciate coinvolgere nel rapporto quando si sentivano già sole o infelici, e gli esiti emotivi erano prevalentemente negativi. Il dato è reale. La spiegazione che lo studio non fornisce è quella che la psicoanalisi permette di costruire.
Sesso occasionale: non è una questione di genere
Freud dedica attenzione all’isteria maschile in modo esplicito. Nelle sue opere, a partire dai lavori con Charcot e poi nei casi clinici, mostra che il tratto isterico non appartiene al sesso femminile: appartiene a una struttura soggettiva che può presentarsi in chiunque, certo c’è una prevalenza nella donna, ma ripeto, non escluse il sesso maschile.
Lo studio australiano registra una differenza tra uomini e donne, ma non è spiegabile con il sesso biologico, bensì con la distribuzione statistica di certe modalità di godimento, che per ragioni culturali e storiche si presentano più frequentemente nelle donne, senza essere loro esclusive.
Un uomo con un tratto isterico vivrà il sesso occasionale esattamente come le donne dello studio: con rimpianto, con una sensazione che qualcosa è mancato, con più solitudine di prima. E una donna senza quel tratto starà benissimo.
La variabile non è il sesso, ma il soggetto.
Sesso occasionale: cosa dice di chi lo cerca in certi momenti
Lo studio sottolinea che molte persone cercano sesso occasionale quando si sentono già male: sole, sotto pressione, a disagio con se stesse.
In quei momenti, il sesso occasionale funziona come tentativo di usare un oggetto per colmare qualcosa che quell’oggetto non può colmare. Non perché il sesso sia sbagliato, ma perché il vuoto che si sta cercando di riempire non ha quella forma.
La mancanza, in psicoanalisi, è la condizione stessa del desiderio. Quando si cerca di eliminarla con un atto, si ottiene spesso il contrario: la mancanza sbocca in un vuoto.
Come evidenzia l’American Psychological Association nelle sue ricerche sul comportamento sessuale e il benessere emotivo, l’utilizzo del sesso come strategia di regolazione emotiva è correlato a esiti negativi quando il contesto relazionale è assente, e tende a produrre un aumento delle emozioni negative che si intendeva gestire.
Cosa fare con questa consapevolezza
Riconoscere che il sesso occasionale lascia più vuoto di prima non è certamente un invito alla rinuncia o alla morale, ma un’informazione utile su come funziona quella persona in quel determinato momento.
Se dopo un rapporto occasionale ci si sente peggio di prima, la domanda utile non è tanto “cosa c’era di sbagliato in quella persona” o “perché non riesco a essere più leggero”, ma “cosa stavo cercando di riempire, e perché pensavo che quell’atto potesse farlo?
Quella domanda ha quasi sempre una risposta. E quella risposta dice qualcosa di preciso sulla propria modalità di godimento, sulla propria storia, su quello che si desidera davvero. Nel mio studio a Milano e online, lavoro con persone che si trovano in questo punto: non per giudicare le scelte, ma per capire cosa quelle scelte stanno raccontando.
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Domande frequenti
Perché il sesso occasionale fa stare peggio alcune persone?
Non per moralismo e non per debolezza emotiva, ma per via di una modalità di godimento che richiede qualcosa di più dell’atto per chiudersi. Chi ha un tratto isterico nella propria struttura soggettiva troverà quasi sempre, dopo il sesso occasionale, una lamentela: qualcosa che mancava, qualcosa che non ha funzionato, un vuoto più visibile di prima. Non è un difetto: è una struttura che dice qualcosa di preciso su quello di cui quella persona ha bisogno.
Il sesso occasionale è più problematico per le donne?
Le donne riportano esiti più negativi nella media, ma non per ragioni biologiche. Il tratto isterico, che produce insoddisfazione dopo l’atto, si presenta statisticamente più spesso nelle donne per ragioni di struttura soggettiva. Freud documenta l’isteria maschile come fatto clinico reale. Un uomo con quel tratto vivrà il sesso occasionale esattamente come le donne che nello studio riportano rimpianto e solitudine.
Come faccio a capire se il sesso occasionale mi fa bene o male?
Il segnale più diretto è quello che rimane dopo, non durante, dove quasi sempre c’è soddisfazione. Ma nelle ore successive: cosa senti? C’è leggerezza o c’è una sensazione di vuoto? C’è solitudine che aumenta o diminuisce? Quella risposta emotiva è il dato clinico più utile, e dice qualcosa di preciso su come quella persona funziona in quel momento.
La terapia può aiutare con questo tema?
Sì, non per convincersi a scegliere diversamente, ma per capire cosa si stava cercando in certi momenti. Capire la propria modalità di godimento, cosa produce certe scelte in certi contesti emotivi, cosa si desidera davvero al di là di quello che si cerca: questo è il lavoro. E quasi sempre è un lavoro che cambia qualcosa in modo concreto, non solo nella sfera sessuale.
Dr. Edison Palomino
Psicologo | Psicoterapeuta | Psicoanalista
🎯 Con oltre dieci anni di esperienza clinica
💻 Consulenze Online su tutta Italia
📍 Sessioni Presenziali a Milano
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