Perché alcuni giovani si identificano come Therian? Scopri la lettura psicoanalitica del Dr. Edison Palomino su identità, corpo e il desiderio di trovare una forma autentica in un mondo digitale.

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Negli ultimi anni si è diffuso un termine che incuriosisce e spesso divide l’opinione pubblica: parliamo del fenomeno Therian. Si tratta di giovani che affermano di sentirsi, interiormente, legati a un animale non umano al punto da riconoscersi in quella forma più che nel proprio corpo biologico. Ebbene, la reazione immediata della società è spesso superficiale, oscillando tra l’ironia e la patologizzazione clinica. Tuttavia, la psicoanalisi non parte dal giudizio, ma da una domanda più radicale: che cosa dice questo fenomeno del rapporto che oggi abbiamo con l’identità e con il corpo? In questo articolo esploreremo come l’identificazione Therian nasconda in realtà un tentativo soggettivo di dare un senso alla propria esistenza.
La costruzione dell’identità e il fenomeno Therian
In primo luogo, dobbiamo comprendere che nessuno nasce con un’identità già definita. Diventiamo qualcuno attraverso immagini, parole e sguardi, poiché la nostra idea di “chi sono” si forma lentamente nel rapporto con l’Altro. Di conseguenza, l’identità non è un’essenza immutabile, ma un risultato che si organizza nel tempo. Se questa costruzione si incrina, il soggetto può cercare nuove immagini capaci di offrirgli stabilità, ed è qui che l’identità Therian entra in gioco. Al contrario di quanto si possa pensare, l’immagine animale non è necessariamente un rifiuto della realtà, ma un tentativo di trovare una forma che “stia meglio addosso” a chi non si sente rappresentato dalla propria immagine umana.
Il corpo estraneo e l’immagine Therian
C’è un passaggio delicato nella crescita di ogni individuo che consiste nel riconoscere il proprio corpo come luogo della propria identità. Oggi molti adolescenti raccontano un’esperienza diversa, dove il corpo appare estraneo o imposto. Nel discorso di alcuni giovani Therian compare spesso l’idea che la forma biologica non li rappresenti davvero. Inoltre, l’animale diventa allora una figura che appare più autentica, istintiva e meno frammentata rispetto alla complessità del vivere umano. Pertanto, l’identificazione con un animale funziona come una risposta a un’incertezza profonda, offrendo una forma chiara dove l’esperienza interna appare confusa e disallineata.
Lo sguardo degli altri nel consolidamento Therian
Nessuna identità si costruisce da soli, poiché abbiamo bisogno che qualcuno riconosca l’immagine che scegliamo. Oggi questo riconoscimento avviene massicciamente attraverso le reti digitali, dove l’esperienza Therian trova conferma e sostegno in comunità che condividono lo stesso linguaggio. Di conseguenza, ciò che prima poteva restare un vissuto isolato, ora trova una narrazione collettiva che lo rende più consistente. In altre parole, l’identificazione non nasce nei social, ma lì trova un ambiente favorevole dove l’immagine del soggetto viene vista, commentata e finalmente riconosciuta, acquisendo una stabilità che il mondo reale a volte fatica a offrire.
Therian: non un errore, ma una soluzione soggettiva
È fondamentale non leggere questo fenomeno come una semplice devianza, perché dal punto di vista psicoanalitico ogni identificazione svolge una funzione vitale. Essere Therian serve a stabilizzare qualcosa, a contenere un’angoscia o a dare un nome a un’esperienza difficile da formulare. Di conseguenza, la questione non è “perché lo fanno”, ma che cosa permette loro di fare questa scelta. Spesso questa identificazione permette di sentirsi meno soli e di dare forma a quel senso di disallineamento tra interiorità e corpo che caratterizza il disagio della civiltà contemporanea, dove i punti di riferimento stabili del passato sono ormai svaniti.
Abitare il corpo oggi
Il punto più delicato riguarda il passaggio inevitabile del riconoscere che la propria identità non è separabile dal proprio corpo biologico. Quando questa assunzione diventa difficile, emergono narrazioni alternative come anime in forme sbagliate o identità altre. Il fenomeno Therian rende visibile una tensione che non riguarda solo chi si identifica come animale, ma descrive la fatica crescente di abitare la propria carne. Infine, questa non è solo una questione marginale, ma una domanda culturale profonda che interroga il nostro tempo e la possibilità di sentirsi a casa nel proprio corpo, in un’epoca che spinge verso la smaterializzazione dell’io.
Conclusione
In definitiva, il fenomeno dei giovani che si riconoscono come Therian ci parla della complessità dell’essere umano nel trovare un posto nel mondo. Non si tratta di un errore percettivo, ma di una ricerca di autenticità in una cornice simbolica sempre più fragile. Se senti che il rapporto con la tua identità o con il tuo corpo è diventato un labirinto di dubbi, o se vivi con sofferenza questo disallineamento, ricorda che dare parola a queste sensazioni è il primo passo per trovare un equilibrio possibile.
Se desideri approfondire queste dinamiche o senti il bisogno di uno spazio dove esplorare la tua identità senza giudizio, io sono qui per ascoltarti. Contattami ora al 345 453 4832
Dr. Edison Palomino
Psicologo – Psicoterapeuta – Psicoanalista
Più di dieci anni di esperienza clinica • Milano & Online
www.dredisonpalomino.it
Educazione e crescita: il ruolo degli errori nello sviluppo umano
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Key Takeaways
- Il fenomeno Therian coinvolge giovani che si identificano con animali non umani per trovare autenticità e stabilità identitaria.
- La costruzione dell’identità è un processo complesso e non immutabile; l’identificazione Therian rappresenta una risposta a questa difficoltà.
- Il corpo può apparire estraneo a molti adolescenti, portando a cercare immagini animali che rispecchino meglio la loro vera essenza.
- Il supporto delle comunità digitali gioca un ruolo fondamentale nel rinforzare l’identità Therian, contribuendo al riconoscimento sociale.
- Il fenomeno Therian non deve essere considerato un errore, ma una ricerca di equilibrio e autenticità in un contesto culturale in evoluzione.