Il traditore resta sempre traditore? Una condanna o una scelta del desiderio?

Il traditore resta sempre traditore? Scopri perché la ripetizione dipende dal godimento inconscio e come la psicoanalisi affronta il caso per caso.

Il traditore resta sempre traditore? Una condanna o una scelta del desiderio?

Davanti a un’infedeltà, la domanda che sorge spontanea è quasi sempre la stessa: il traditore resta sempre traditore? Si cerca una risposta rassicurante, una regola che ci dica se possiamo ancora fidarci o se siamo condannati a soffrire. Tuttavia, la psicoanalisi ci insegna a rifuggire dalle risposte generiche. Non si tratta di guardare solo ai precedenti o alla morale, ma di analizzare, caso per caso, cosa non funziona a livello relazionale e cosa il soggetto va a cercare “fuori” dal legame. Ebbene, la verità è che la risposta non si trova nei manuali, ma nel modo in cui l’inconscio organizza il piacere.

Il traditore resta sempre traditore: una questione di godimento

In primo luogo, dobbiamo chiederci: qual è la funzione del tradimento per quel particolare soggetto? Se l’infedeltà è la condizione necessaria per ritrovare il proprio “godimento”, allora la situazione si fa complessa. In questi casi, il rischio che il traditore resta sempre traditore è altissimo, quasi garantito. Se per quella persona il desiderio si accende solo nel segreto, nel rischio o nella trasgressione, la ripetizione diventa una struttura. Di conseguenza, il partner ufficiale rischia di diventare solo lo sfondo necessario per permettere al soggetto di andare a cercare altrove ciò che lo fa sentire vivo.

Perché il traditore resta sempre traditore? Il caso per caso

Ogni storia d’amore ha un suo punto di inciampo. Spesso, l’idea che il traditore resta sempre traditore trova conferma quando non si interroga ciò che “fa questione” all’interno della coppia. Cosa non funziona in quel legame specifico? Cosa rappresenta l’altro per il soggetto? Al contrario di quanto si creda, il tradimento non è sempre una fuga dall’amore, ma a volte è una fuga da un’intimità che spaventa. Tuttavia, se non si affronta il nucleo di questa difficoltà relazionale, il soggetto continuerà a ripetere la stessa dinamica in ogni nuovo incontro, confermando tragicamente il pregiudizio della ripetizione infinita.

Il traditore resta sempre traditore e la responsabilità soggettiva

Uscire dal loop è possibile, ma richiede un atto di responsabilità soggettiva. Non basta promettere di non farlo più. Se il soggetto comprende che la sua modalità di affezionarsi è distruttiva, deve farsi carico di questa verità. In alcuni casi, rendersi responsabili significa anche accettare la rottura di una relazione per evitare di dannare l’altro o se stessi. La convinzione che il traditore resta sempre traditore può essere spezzata solo se si smette di subire il proprio sintomo e si inizia a decidere del proprio desiderio. In definitiva, la fedeltà non è un obbligo, ma una scelta che nasce dalla consapevolezza del proprio funzionamento.

Oltre i manuali: il traditore resta sempre traditore e la clinica

Bisogna essere onesti: non basta leggere queste righe per risolvere il problema. Certamente, questo scritto aiuta a comprendere la logica della ripetizione, proprio come farebbe una buona psicoterapia, ma la comprensione intellettuale non scioglie il legame con il godimento inconscio. La sfida per cui il traditore resta sempre traditore non si risolve con i consigli pronti all’uso. Serve un lavoro psicoanalitico profondo che punti dritto a quel punto esatto in cui qualcosa si ripete, là dove il soggetto ritrova sempre la stessa modalità di piacere amaro. Solo toccando quel nucleo, la ripetizione può finalmente cessare.

Conclusione

In conclusione, rispondere se il traditore resta sempre traditore significa interrogare la verità del soggetto. Se il tradimento è la tua “bussola” per provare emozione, la ripetizione è una prigione da cui è difficile uscire da soli. La psicoanalisi serve proprio a questo: a smascherare il gioco della ripetizione e a restituire al soggetto la possibilità di amare senza tradire se stesso o l’altro. Non è un percorso facile, ma è l’unico che permette di passare dalla condanna del “sempre uguale” alla libertà di un incontro nuovo.

Comprendere la propria dinamica è il primo passo, ma per cambiare serve un impegno reale con la propria verità. Per un appuntamento o una consulenza contattami al 345 453 4832

Dr. Edison Palomino

Psicologo – Psicoterapeuta – Psicoanalista
Più di dieci anni di esperienza clinica • Milano & Online
www.dredisonpalomino.it

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