Tendenza all’eccesso e all’autodistruzione

Tendenza all’eccesso e all’autodistruzione: un’analisi psicoanalitica sul legame tra godimento, relazioni tossiche e disturbi alimentari. Scopri come affrontare l’eccesso per ritrovare il desiderio.

Tendenza all’eccesso e all’autodistruzione

Introduzione

«Le tristezze non furono fatte per le bestie, bensì per gli uomini; ma se gli uomini ne soffrono troppo, diventano bestie».

In questa frase straordinaria, Miguel de Cervantes mette in luce l’ambivalenza dell’essere umano: la capacità di sentire il dolore come segno di umanità e, allo stesso tempo, il rischio di trasformare la sofferenza in un eccesso che degrada la vita. La psicoanalisi, da Freud a Lacan, ha colto questa verità: l’uomo è attraversato dal godimento, una tendenza a oltrepassare il limite, una spinta che può diventare tendenza all’eccesso e all’autodistruzione.

Tendenza all’eccesso oltre il limite

La psicoanalisi ha mostrato che il soggetto non cerca soltanto il piacere, ma qualcosa di più inquietante: il godimento. Lacan lo definisce come ciò che eccede il principio di piacere, spingendo l’essere umano a oltrepassare i confini della propria salute, della propria felicità, persino della propria conservazione.
In questo senso, ogni eccesso — sia esso alimentare, sessuale, relazionale o lavorativo — si configura come una forma di tendenza all’eccesso e tendenza all’autodistruzione, perché l’inconscio, più che la vita, mira a soddisfare il circuito pulsionale al di là di ogni forma di morale: il bene e il male.

La sofferenza amorosa come autodistruzione

Nelle relazioni tossiche questo meccanismo si manifesta con chiarezza. Si soffre troppo per un amore non corrisposto, si rimane prigionieri di legami che non fanno vivere, ma sopravvivere, nel miglior dei casi. La ripetizione di legami dolorosi non è un incidente, bensì la manifestazione della coazione a ripetere descritta da Freud: il soggetto ritorna sempre sul luogo della propria ferita, anche se ciò lo conduce a distruggersi. Qui la tendenza all’eccesso e all’autodistruzione diventa visibile: amare troppo può equivalere a smarrire se stessi.

Tendenza all’eccesso e corpo come teatro dell’eccesso

L’inconscio non parla solo attraverso le parole, ma incide sul corpo. Disturbi alimentari come l’anoressia e la bulimia sono esempi estremi di come il soggetto tenti di incarnare il proprio conflitto psichico nella materia corporea. Mangiare troppo o non mangiare affatto sono due facce della stessa medaglia: dare corpo a un vuoto interiore, trasformando la sofferenza in azione distruttiva. In questo, ancora una volta, l’eccesso mostra il suo volto di morte in assenza d’amore.

Dal desiderio al godimento

Freud ha distinto il principio di piacere dalla pulsione di morte, e Lacan ha mostrato che il godimento è sempre collegato a quest’ultima. Dove il desiderio apre alla mancanza, all’Altro e alla parola, il godimento eccede e chiude. È proprio in questo eccesso che si annida la tendenza all’eccesso e all’autodistruzione: il soggetto non riesce a fermarsi, non sa sostare nel limite, e nel voler godere si autodistrugge.

Tendenza all’eccesso e all’autodistruzione

Tendenza all’eccesso e società

Viviamo in un’epoca che alimenta continuamente l’eccesso. La cultura del consumo e della performance spinge a volere di più: più piacere, più successo, più visibilità. Ma dietro questa promessa infinita si nasconde un vuoto che divora. La psicoanalisi invita a leggere questi fenomeni non come semplici dipendenze, ma come nuove forme del discorso del godimento, dove il soggetto si perde in una spirale senza limite.

Verso una clinica del limite

L’esperienza psicoanalitica non mira a eliminare l’eccesso — ciò sarebbe illusorio — ma a ricondurre il soggetto a un rapporto diverso con il proprio godimento. Non si tratta di moralizzare, bensì di imparare a vivere con il limite, riconoscendo che è proprio nel limite che si apre lo spazio del desiderio. Contrastare la tendenza all’eccesso e tendenza all’autodistruzione è un’opportunità per ridare parola a ciò che, altrimenti, si esprime soltanto nel corpo e nella sofferenza.

Conclusione

Cervantes aveva ragione: l’uomo che soffre troppo rischia di smarrire la propria umanità. La psicoanalisi insegna che dietro ogni eccesso c’è un inconscio che ripete, un godimento che travolge, una pulsione che cerca la via della distruzione. Ma proprio lì, in quel punto di rottura, si apre la possibilità di trasformare la vita: non più condotta dall’eccesso, ma guidata dal desiderio, ovvero l’esperienza del limite.

Vuoi parlarne?

Se riconosci in te stesso o nelle tue relazioni una forma di eccesso che diventa autodistruttivo, è il momento di affrontarlo. Per un percorso psicoanalitico personalizzato puoi contattarmi al 345 453 4832: sedute disponibili online in tutta Italia e in studio a Milano.

Dr. Edison Palomino

Psicologo | Psicoterapeuta | Psicoanalista
🎯 Con oltre dieci anni di esperienza clinica
💻 Consulenze Online su tutta Italia
📍 Sessioni Presenziali a Milano

🌐 Visita il sito: www.dredisonpalomino.it

Prenota il tuo primo colloquio

Ti chiamerò personalmente per ascoltare la tua storia e fissare insieme il tuo primo appuntamento. Questo è il primo passo concreto per stare meglio.